Pepita secondo Adriano Meis

“Opera del pittore Bernaldez” ci annunzio’ gravemente Papiano, come se facesse una presentazione, che da parte nostra richiedesse un inchino.

Entrarono dapprima Pepita Pantogada e la governante, signore Candida.

Avevo veduto l’una e l’altra nella semioscurita’ della mia camera: ora, alla luce, la signorina Pantogada mi parve un’altra; non in tutto veramente, ma nel naso… Possibile che avesse quel naso in casa mia? Me l’ero figurata con un nasetto all’insu’, ardito, e invece aquilino lo aveva, e robusto. Ma era pur bella cosi’: bruna, sfavillante negli occhi, coi capelli lucidi, nerissimi e ondulati; le labbra fine, taglienti, accese. L’abito scuro, punteggiato di bianco, le stava dipinto sul corpo svelto e formoso. La mite bellezza bionda d’Adriana, accanto a lei, impallidiva.

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