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Yet another excerpt from Pirandello. This is from his “uno, nessuno e centomila”

Mi guardai allo specchio dell’armadio con irresistibile confidenza, fino a strizzare un occhio per significare a quel Moscarda là che noi due intanto c’intendevamo a meraviglia. E anche lui, per dire la verità, subito mi struzzo l’occhio, a confermare l’intesa. (Voi dirette, lo so, che questo dipendeva perché quel Moscarda là nello specchio ero io; e ancora una volta dimostrerete di non aver capito niente. Non ero io, ve lo posso assicurare. Tant’è vero che un istante dopo, prima d’uscire, appena voltai un po’ la testa per riguardarlo in quello specchio, era già un altro, anche per me, con un sorriso diabolico negli occhi azzurri e lucidissimi. Voi ve ne sareste spaventati; io no; perché già lo sapevo; e lo salutai con la mano. Mi saluto con la mano anche lui, per dire la verità.)

Existentialism

I had encountered definitions of the term before, but none I could remember. Here is one from W. Kaufmann’s “Existentialism from Dostoevsky to Sartre.”

“The refusal to belong to any school of thought, the repudiation of the adequacy of any body of beliefs whatever, and especially of systems, and a marked dissatisfaction with traditional philosophy as superficial, academic, and remote from life — that is at the heart of existentialism.”

Fantasy’s buondaries (Pirandello’s reply to critics)

My last post on Pirandello’s “The late Mattia Pascal” is an excerpt from his reply to the criticism that the book was fantastic and far from life – real life. Alas, all of the pleasure of reading the reply in Italian will be lost as I try to translate it.

“… Real life has the priceless privilege that despite the multitude of its absurdities, small and big, it doesn’t have to look real. Art, on the other hand, feels a strong need to look real. [According to critics.]

The absurdities of life have no need to look real, because they are real. On the contrary, to be credible, the absurdities of art, need to look real. But then, looking real, they are not  absurdities any more.

A real life event can be absurd; art, to be [real] art, cannot.

If follows that lacking absurdity and fantastic, in the name of reality, art is a banality.

Banality in the name of art, not in the name of life. “

Pepita secondo Adriano Meis

“Opera del pittore Bernaldez” ci annunzio’ gravemente Papiano, come se facesse una presentazione, che da parte nostra richiedesse un inchino.

Entrarono dapprima Pepita Pantogada e la governante, signore Candida.

Avevo veduto l’una e l’altra nella semioscurita’ della mia camera: ora, alla luce, la signorina Pantogada mi parve un’altra; non in tutto veramente, ma nel naso… Possibile che avesse quel naso in casa mia? Me l’ero figurata con un nasetto all’insu’, ardito, e invece aquilino lo aveva, e robusto. Ma era pur bella cosi’: bruna, sfavillante negli occhi, coi capelli lucidi, nerissimi e ondulati; le labbra fine, taglienti, accese. L’abito scuro, punteggiato di bianco, le stava dipinto sul corpo svelto e formoso. La mite bellezza bionda d’Adriana, accanto a lei, impallidiva.

Papiano secondo Adriano Meis

Aveva quarant’anni, Papiano, ed era alto di statura e robusto di membra: un po’ calvo, con un grosso pajo di baffi brizzolati appena appena sotto il naso, un bel nasone dalle narici frementi; occhi grigi, acuti e irrequieti come le mani. Vedeva tutto e toccava tutto. Mentre, per esempio, stava a parlar con me, s’accorgeva – non so come – che Adriana, dietro a lui, stentava a pulire e a rimettere a posto qualche oggetto nella camera, e subito, assaettandosi:

“Pardon!”

Correva a lei, le toglieva l’oggetto dalle mani:

“No figliuola mia, guarda, si fa cosi’!”.

E lo ripuliva lui, lo rimetteva a posto lui, e tornava a me. Oppure s’accorgeva che il fratello, il quale soffriva di convulsioni epilettiche, “s’incantava”, e correva a dargli schiaffetti su le guance, biscottini sul naso:

“Scipione! Scipione!”.

O gli soffiava in faccia, fino a farlo rivenire.

Chi sa quanto mi ci sarei divertito, se non avessi avuto quella maledetta coda di paglia!

Certo egli se ne accorse fin dai primi giorni, o – per lo meno – me la intravide.